La scherma e la crescita psicologica

La scherma e la crescita psicologica

La scherma è uno degli sport più interessanti ma, al tempo stesso, controversi di sempre. Quando arriva il momento di iscrivere i propri figli ad un’attività sportiva, si sceglie prevalentemente tra sport come il nuoto, l’atletica o sport di squadra, pensando principalmente allo sviluppo fisico che tali attività possono conferire ai bambini.

Tendenzialmente, gli aspetti mentali dei vari sport sono meno tenuti in considerazione. Nella scherma, l’aspetto mentale è molto sviluppato: stando in pedana, infatti, si impara a incanalare i propri istinti e a controllare i propri movimenti seguendo regole precise per arrivare a “mettere la stoccata”, cioè fare punto.

La scherma è uno sport che può aiutare i ragazzi a crescere in maniera corretta e può seguirli nel difficile percorso che devono intraprendere per passare da bambino ad adulto. Se praticata osservando alcune semplici regole, seguendo e coadiuvando la crescita del ragazzo, senza imporre risultati o obiettivi irraggiungibili, essa contribuisce allo sviluppo emotivo dei piccoli allievi.

La Scherma come stimolo all’immaginazione

La scherma stimola molto l’immaginazione, in particolare nei bambini. Chi non ha mai giocato a combattere con spade finte impersonando Zorro, D’Artagnan o cavalieri simili? Nella mente, la scherma evoca figure realistiche e fantasiose, le quali riflettono ed esaltano valori come il coraggio, la lealtà ed il desiderio di avventura.

Sviluppare le proprie capacità e dunque sé stessi

La scherma aumenta anche la fiducia in se stessi. Indossare la maschera mette al riparo lo schermitore sia dai pericoli legati all’assalto, sia da tutto ciò che lo circonda, rammentandogli che in quel preciso momento può fare affidamento esclusivamente su se stesso.

Tale senso di responsabilità, unitamente all’isolamento da tutto e da tutti e alla grandissima concentrazione, permette allo schermitore di esprimersi molto più liberamente, aumentando visibilmente la formazione del proprio io.

Trovarsi faccia a faccia con un altro schermitore, in uno spazio ristretto, favorisce la concentrazione, fondamentale per registrare le azioni e le reazioni dell’avversario, e questa necessità obbliga a tenere a bada anche emozioni come l’impulsività, la rabbia, lo sconforto o l’eccessivo entusiasmo che potrebbero nuocere alla sfida.

La Scherma, il rispetto e la lealtà

Fattore indispensabile per questa disciplina infine è senz’altro la lealtà.

Quando si pratica scherma esiste un tacito impegno nel rispettare l’avversario, che si manifesta anche nel saluto reciproco, all’arbitro e al pubblico, sia all’inizio che alla fine dell’incontro. Inoltre, la stretta di mano dopo ogni assalto, che si abbia vinto o perso, rappresenta un imprescindibile gesto di gentilezza e lealtà.

Concludendo, è facile intuire che sarebbe consigliabile esortare bambini e adolescenti a praticare la scherma, in primis a livello amatoriale e poi, perché no, anche a livello agonistico.

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