Scherma e integrazione

Scherma e integrazione

Scherma e integrazione

Il termine integrazione indica l’insieme di processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società.

Lo sport in generale e la scherma in particolare favoriscono dinamiche sociali di integrazione tra bambini, ragazzi e adulti.

La maschera, la divisa bianca, il trovarsi sulla stessa pedana e, soprattutto, lo spirito di lealtà, il saluto e la stretta di mano alla fine di ogni assalto, regole base nella scherma, favoriscono la formazione di gruppi di bambini uniti, dove nessuno viene lasciato in disparte o emarginato.

Crescendo di età e di livello, i ragazzi hanno la possibilità di partecipare a competizioni e allenamenti di carattere internazionale e confrontarsi perciò con atleti provenienti da altre nazioni, sempre con la lealtà che contraddistingue questo sport. Ci si trova davanti ad un avversario, che sempre rimane tale e mai un nemico; poi, appena il duello è finito, saluto e stretta di mano come sempre, indipendentemente dal risultato.

Regole corrette creano integrazione

Proprio per questi motivi la scherma ha fornito splendidi esempi di integrazione o reintegrazione; sono state anche strutturate regole di combattimento adatte ad atleti con disabilità motoria o non vedenti in modo che atleti olimpici possano gareggiare in competizioni integrate insieme con atleti paralimpici, confrontandosi alla pari e superando delle barriere che, forse, sono presenti a volte solo nelle menti degli adulti.

Ho assistito personalmente a diverse competizioni o allenamenti integrati con atleti paralimpici o non vedenti ed era lampante che per gli atleti non vi fosse nulla di strano nel competere con regole adatte ad entrambi.

Beatrice “Bebe” Vio vince dentro e fuori la pedana

Beatrice Vio

Una delle più belle storie l’ha gridata a gran voce Beatrice “Bebe” Vio, che ha raccontato di aver pensato in passato al suicidio dopo la grave malattia che le è costata gli arti sia superiori che inferiori ed oggi, passando attraverso il bellissimo sport e mondo della scherma, si ritrova ad essere una delle figure sportive di spicco del panorama mondiale.

Partendo dalle medaglie di Rio de Janeiro e passando attraverso la visita all’ormai ex presidente degli USA, per avvicinare ancora di più i giovani e i giovanissimi al mondo e, soprattutto, ai valori dello sport, Bebe è entrata nel piccolo schermo sotto forma di cartone animato e appare nella terza serie di “Spike Team”.

La scherma e l’autismo

L’ultima esperienza, ma solo in ordine cronologico, in cui la scherma è protagonista è rivolta all’integrazione di bimbi autistici. Uno straordinario progetto diretto da un grande schermitore del passato, (classe 1974) Luigi “Gigi” Mazzone, vincitore del Titolo Italiano Assoluti di spada nella stagione 2002, divenuto oggi uno dei più importanti esperti di autismo infantile.

Laureato in Neuropsichiatria Infantile, Gigi oggi, tra le sue varie attività, è presidente della “Accademia Scherma Lia”, una società sportiva che sta formando spadaccini autistici di grande valore.

La scherma abbatte le barriere sociali

Infine, è giusto ricordare che la scherma può divenire integrazione intesa come abbattimento di barriere sociali: un bellissimo progetto Fencing for Change – una stoccata per la vita è proposto in un quartiere “difficile” come il Rione Libertà di Bari, nel quale 50 bambini vengono portati fuori dalla strada e incanalati in una attività sportiva che ha veramente tanto da insegnare, a tutti.

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